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rosso-rubino

Enrico Negro – Rosso rubino

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SKU: Folkclub Ethnosuoni 5344 Categories: , Tag:

Description

A sound classical training and a long-standing activity in the folk music area are the basic elements of the artistic background of this refined Piedmontese guitar-player. Compagnons Roulants, Tendachënt, Dòna Bèla are just some of the musical projects where the sound of his guitar is in great evidence. For his debut album, the first one with the acoustic guitar as the character in Piedmontese folk music, Negro gathered round him several friends, all of them well-known folk musicians.

Track Listing:
1. Pymontoise / Rosso rubino / La Pastorèl – 5:26   2. Il mondo dalla finestra / Napel – 3:08   3. La fija d'ün paisan / Aria del cit infan – 5:33   4. Vecchio Piemonte – 5:21   5. Cuoricino – 5:14   6. A l'age de quatorz-an / Stella d'oriente / Piccoli passi – 5:47   7. Rat Müscià – 5:21   8. Moodish / Pikante – 4:14   9. Donna Lombarda / Monferrina Barocca – 3:38   10. Autunno Pedemontano – 5:43   11. Bundi bunjur / Aria dël sambür – 4:13

Personnel:
Enrico Negro (acoustic, classic, zils guitar, vocals, 12 string guitar) , Maurizio Martinotti (hurdy-gurdy, jew's harp, voice) , Paola Lombardo (vocals) , Valeria Benigni (vocals) , Gianpiero Malfotto (trombone, bass-tuba) , Gigi Biolcati (percussion, drums) , Mario Cosco (classic guitar) , Ignazio Viola (classic guitar) , Bruno Raiteri (violin, Hammond keyboard) , Flavio Giacchero (alto sax) , Gerardo Savone (bass guitar)

Reviews:

1. Rootsworld.com - Peggy Latkovich
Piedmontese guitarist Negro gives us a seamless blending of classical and folk musics in this lively release. His technique is flawless, with the busy, finger-y lilt of John Renbourn and Leo Kottke. He wears his influences on his sleeve, giving props to Renbourn, Pierre Bensusan, and Soig Siberil in the liner notes.
The CD is an amiable mix of traditional dances, ballads, and original compositions. Piedmontese allemandas from the seventeenth and eighteenth centuries flow effortlessly into an original, improvisation-based tune. More than half the tracks feature Negro in solo, non-overdubbed performance. In others, he enlists the talents of guest vocalists and musicians, but the focus is always on the guitar. Usually this is a good thing, but in the case of the ballad "La fija d'ün paisan" his sparkling, tumbling accompaniment nearly overpowers Paola Lombardo's high, thin vocals. Either a stronger voice or a less active guitar is called for here. He nearly runs into the same problem accompanying himself on "A l'age de quatorz-an." His voice is pleasant, if a bit lightweight. He pours most of his energy into the intricate original compositions that he medleys with it, "Stella d'oriente" and "Piccoli passi."
High points on the release are two more experimental originals. The first, "Rat Müscia (Musk Rat)" is inspired by a Piedmontese dance called the monferrina. Though he keeps the rhythm dancy, he throws in some decidedly non-traditional harmonic progressions and scale patterns. The second, "Autunno Pedemontano" has lyrical, cascading phrases over a low ostinato and percussive effects.
Though a musician of virtuosic skill, Negro never overpowers the listener. Rosso Rubino is a sweet, accessible disc.

Linernotes:
Per la prima volta la chitarra è protagonista di un disco di folk-revival piemontese. È di grande suggestione l'opera prima in qualità di solista di Enrico Negro, raffinato chitarrista con un curriculum fondato su una solida formazione classica e una intensa attività nel campo del folk come elemento di spicco in progetti musicali quali Compagnons Roulants, Tendachënt, Dòna Bèla.
Le molte collaborazioni del passato e del presente sono testimoniate dai tanti ospiti che partecipano a "Rosso rubino": Maurizio Martinotti, Paola Lombardo, Bruno Raiteri,Flavio Giacchero, Gerardo Savone, Gigi Biolcati, Las Trobairitz d'Oc, Gianpiero Malfatto, Gigi Biolcati e il Trio chitarristico A. Vivaldi.
Undici brani, molti dei quali registrati in presa diretta, senza sovraincisioni, a riprova delle grandi qualità strumentali di questo chitarrista, della sua forza comunicativa, memore della lezione di grandi maestri come John Renbourn, Soig Siberil e Pierre Bensusan. Ma in "Rosso Rubino" Enrico Negro si dimostra anche abile ed ispirato compositore.

Cenni biografici
Enrico Negro si é diplomato nel 1991 in chitarra, con il massimo dei voti, presso il Conservatorio "A. Vivaldi" di Alessandria. Nel 1992 fonda il Trio Chitarristico "A. Vivaldi", con cui si è imposto in occasione di concorsi nazionali ed internazionali ed ha svolto un'intensa attività concertistica in tutta Europa. Nel 1996 ha inciso per l'etichetta Rainbow Classics il primo di una serie di CD dedicati alla musica contemporanea per tre chitarre, che ha ricevuto ampi consensi di critica. Nel 2002 ha pubblicato con il trio un secondo Cd, dedicato ad autori contemporanei italiani (Contemporanea - Lyra Classica-MAP). Parallelamente ha coltivato un'intensa passione per lo studio e la riproposizione della musica tradizionale piemontese, occitana e mediterranea, facendo parte di vari gruppi italiani e stranieri, tra i quali Tendachënt ,Charta de Mar, Compagnons Roulants, Le Vijà, Dona Bela, Ensemble del Doppio Bordone. Dal 1998 ricopre il ruolo di chitarrista nello spettacolo, sul tema della Via Francigena, "Il Viaggio di Sigerico"; in cui la Banda Osiris, che firma la regia dello spettacolo, guida un manipolo di musicisti italiani, francesi, inglesi e spagnoli riuniti sotto la direzione artistica di Maurizio Martinotti. Ha al suo attivo la partecipazioni a molti dischi.
Svolge parallelamente un'intensa attività didattica, in qualità di docente di chitarra, collaborando con vari istituti musicali piemontesi e con il Folkclub di Torino divulgando gli strumenti della tradizione popolare nelle scuole dell'obbligo.

I brani
Pymontoise - Rosso rubino - Lo Pastorèl (A. Le Roy - E. Negro - trad.)
Il primo è un brano strumentale attribuito al liutista francese Adrian Le Roy (1520-1598) qui presentato secondo una personale interpretazione. Rosso rubino è una nuova composizione ispirata alla bourrée in 3 tempi (danza diffusa in centro Francia), mentre Lo Pastorèl è una bourrée tradizionale cantata, proveniente dalla zona del Rouergue.
Il mondo dalla finestra - Napel (E. Negro - M. Martinotti)
Un omaggio alla polka, una danza carica di energia diffusa anche in Piemonte.
La Fija d'ün paisan - Aria del cit infan (trad - E. Negro)
Ballata pubblicata nella raccolta di canti popolari "Canavese che canta" curata da Amerigo Vigliermo, direttore e anima del Coro Bajolese. La bella figlia di un paesano viene rapita da un soldato e portata in Francia, dove si sposa con il più bel soldato dell'armata.
Vecchio Piemonte (trad.)
Una suite di danze piemontesi: un'allemanda, una monferrina ed ancora un'allemanda.
Cuoricino (E. Negro)
Brano che nasce da un'improvvisazione.
A l'age de quatorz-an - Stella d'oriente - Piccoli passi (trad. - E. Negro - E. Negro)
Suite che si apre con una ballata tradizionale appartenente al vasto repertorio del grande cantore Robert "Le Diable" Tagliero. Racconta di una giovane pastorella che vuole mantenere intatto il suo amore per il suo piccolo pastore, partito per Parigi al servizio del re. Di seguito due nuove composizioni ispirate alla più nota danza occitana, la courenta, con il conseguente balet.
Rat Müscià (E. Negro)
"Topo muschiato" è una composizione liberamente ispirata alla monferrina, la danza piemontese per eccellenza. Dedicata ai componenti del trio chitarristico A. Vivaldi.
Moodish - Pikante (E. Negro)
Due nuove composizioni. Nate inizialmente come scottish, si sono poi trasformate in questi due brani strumentali.
Donna Lombarda - Monferrina barocca (trad.)
La prima è una famosa ballata il cui testo variato e con differenti melodie è diffuso in tutta Italia. Racconta del vile tradimento di una moglie nei confronti del marito. Questa versione, nota anche come Dona Bianca, proviene da "Canzoni Popolari del Piemonte: la raccolta inedita di Leone Sinigaglia", Diakronia 1998 (n. 303), volume curato da Roberto Leydi e incentrato sul lavoro del noto ricercatore e musicista piemontese. La seconda è una monferrina ripescata da Maurizio Martinotti presso la biblioteca del Conservatorio di Milano.
Autunno Pedemontano (E. Negro)
Una nuova composizione, un omaggio alla terra in cui Negro è nato e tuttora vive: il Canavese, una zona del Piemonte a ridosso delle Alpi.
Bundì bunjur - Aria dël sambür (trad. - E. Negro)
Questo canto proviene dal repertorio della Cantarana, storico gruppo di ricerca e riproposta delle valli del Pinerolese. Racconta dell'amore poco ortodosso di un fratello per sua sorella e dell'inganno con cui riesce a rubarne l'onore. Questo brano è dedicato alla memoria di Cesare Boni chitarrista e ghirondista della Cantarana.

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